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Sintesi.

Nel  corso degli anni Trenta, l'indipendenza del Belgio, la formazione
di   una   monarchia   costituzionale   in   Francia   e   l'ulteriore
liberalizzazione del sistema politico britannico determinarono la fine
dell'equilibrio e dell'assetto geopolitico definiti dal  congresso  di
Vienna.  Le relazioni internazionali in Europa cominciarono ad  essere
caratterizzate dalla contrapposizione tra un blocco di stati  liberali
e uno di stati conservatori.     (Paragrafo 1 ).
In  Francia,  il nuovo sovrano Carlo decimo impose il  ritorno  ad  un
regime  assolutistico di tipo prerivoluzionario, che  si  scontr  con
un'opposizione liberale sempre pi forte ed estesa. Per arginarla,  il
sovrano  adott provvedimenti lesivi delle libert fondamentali,  che,
nel   luglio   del   1830,  provocarono  un'insurrezione   a   Parigi.
Protagonisti  furono  il popolo e la piccola e  media  borghesia,  ma,
cacciato  Carlo decimo, l'iniziativa politica pass nelle  mani  della
ricca  borghesia.  Si  arriv cos alla formazione  di  una  monarchia
parlamentare,  con  una nuova Costituzione e un nuovo  sovrano,  Luigi
Filippo d'Orlans, controllata da una ristretta minoranza, formata  da
banchieri, affaristi e grandi proprietari terrieri.  (Paragrafo 2).
Dopo  un  breve  governo presieduto dal liberal-democratico  Laffitte,
quelli  successivi  attuarono una politica  conservatrice,  contro  la
quale  si  form  una vasta e composita opposizione. Scioperi  operai,
tentativi  insurrezionali, rivolte e attentati furono tutti  duramente
repressi.  (Paragrafo 3).
Nel  Belgio, unito all'Olanda nel regno dei Paesi Bassi, la supremazia
olandese   aveva  determinato  una  sempre  pi  diffusa   aspirazione
all'indipendenza, specialmente dopo la formazione  di  una  potente  e
attiva   borghesia  in  seguito  all'industrializzazione.  Un  tumulto
popolare,  scoppiato a Bruxelles in seguito agli avvenimenti francesi,
dette   origine   a   un'insurrezione  nazionale,  che   si   concluse
nell'ottobre  del 1830, con la formazione di un governo provvisorio  e
la proclamazione dell'indipendenza del regno del Belgio.
In  Polonia, l'opposizione alla politica reazionaria dello zar  Nicola
primo era vasta ma divisa. Una rivolta militare scoppi a Varsavia nel
novembre  1830. Vanamente fiduciosi nell'aiuto della Francia, lacerati
da  contrasti interni e incapaci di mobilitare il popolo, gli  insorti
vennero  sconfitti dalle truppe russe. L'insurrezione  fu  domata  nel
settembre del 1831.  (Paragrafo 4).
Le   iniziative   rivoluzionarie   intraprese   nella   Confederazione
germanica,  dopo  gli avvenimenti francesi, ebbero un  successo  assai
parziale. Politicamente ed economicamente rilevante fu invece l'inizio
del processo di unificazione doganale.
In  Spagna  e  in Portogallo, il contrasto tra liberali e  reazionari,
collegandosi  a  questioni dinastiche, port ad  una  vera  e  propria
guerra civile e determin l'intervento delle maggiori potenze europee.
Nel  Mediterraneo orientale, due conflitti scoppiati  tra  il  sultano
turco  e il pasci d'Egitto causarono il riaccendersi della "questione
d'Oriente" ed una conseguente grave tensione internazionale.
Nella  Confederazione  svizzera,  a partire  dal  1830,  il  movimento
liberale intensific la sua azione e riusc ad ottenere quasi  ovunque
costituzioni  anche avanzate. I contrasti tra liberali e  conservatori
sfociarono  quindi in un conflitto civile, che vide il  coinvolgimento
di  Francia e Inghilterra e si concluse con la vittoria dei  liberali.
(Paragrafo 5).
In  Inghilterra, in seguito all'industrializzazione, l'opposizione era
diventata  pi  vasta e decisa. Dopo una prima risposta repressiva,  i
governi   adottarono  una  politica  riformatrice.  La   riforma   pi
significativa  fu  quella del sistema elettorale;  essa  consent  una
maggiore  rappresentanza della borghesia urbana e provoc la scomparsa
delle  tradizionali formazioni politiche tory e whig,  sostituite  dal
partito conservatore e da quello liberale.
Conservatori  e liberali, che si alternarono al governo  dal  1830  al
1848,    adottarono   riforme,   grazie   alle   quali   si    attenu
progressivamente la tensione sociale, determinata dai contrasti con il
movimento operaio

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e  il  partito  radicale,  che lottavano per  il  miglioramento  delle
condizioni   dei  lavoratori  e  per  una  trasformazione   in   senso
democratico  del  sistema politico. Particolarmente importante  fu  la
riforma  doganale.  Priva di soluzione rest la  questione  irlandese.
(Paragrafo 6).
